Sanità pubblica e privata, la ricetta del «mix» come eccellenza
In un libro analizzati i mutamenti dell'attività ospedaliera in Europa. L'imprenditore Rotelli: Lombardia come modello di successo
«Con la riforma del presidente Barack Obama gli Stati Uniti hanno esteso l'assistenza sanitaria ai 40 milioni di cittadini americani che ne erano privi, accollando la spesa allo Stato, mantenendo, però, la libertà di scelta di ciascuno, che è l'essenza del sistema americano». Per l'imprenditore Giuseppe Rotelli, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato, il miglior modello sanitario è quello che mixa l'offerta di cure uguali per tutti con una competizione pubblico-privato nella fornitura delle prestazioni mediche. «Una convergenza al centro tra sistemi sanitari, che avevo preconizzato oltre vent'anni fa - dice Rotelli - E che ora si sta realizzando, come mostra la contaminazione avviata da Obama tra il modello della solidarietà (tipico dell'Italia) e quello della libertà (che ha sempre contraddistinto gli Usa)».

La domanda di salute dei pazienti cresce, ma i governi hanno sempre meno risorse economiche per soddisfarla. E, allora, che fare? L'occasione per riflettere sui modelli sanitari vincenti in Europa (e non solo) è stata ieri a Milano la presentazione del libro «Eppur si muove. Come cambia la sanità in Europa fra pubblico e privato» (ed. IBL Libri). Autori del volume, Gabriele Pelissero, vicepresidente dell'Irccs Policlinico San Donato, e Alberto Mingardi, direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni. All'incontro, nella sede di Assolombarda, hanno partecipato anche il governatore Roberto Formigoni, il presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini, e il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli. «Nel libro viene esaminata la situazione di Paesi come Italia, Francia, Germania, Olanda e Svizzera - spiega Pelissero - Se un trend sia pure generalissimo emerge è quello di un crescente coinvolgimento di attori privati nella fornitura di servizi sanitari, dopo che negli ultimi due secoli, al contrario, a prevalere era stata la tendenza alla monopolizzazione da parte dell'attore pubblico».

Ma per assurdo proprio adesso - sostiene Rotelli - si rischia di fare passi indietro: «Il metodo della tariffa di rimborso a prestazione (DRG), adottato dall'Italia per prima in Europa, a partire dal 1995, oggi viene importato in Europa e costituisce la scelta fondante dei sistemi europei più evoluti, dando origine ai cosiddetti mercati amministrati. Ma, proprio nel momento in cui l'esempio dell'Italia viene seguito dai più importanti Paesi europei, in Italia si mette in discussione il pagamento a prestazione, accusato di essere "criminogeno". Paradossi della Storia!». Una stoccata all'Italia anti-Drg, un elogio alla Lombardia dove, con la legge 31 del 1997, è stato di fatto parificato il pubblico e il privato accreditato: «La Lombardia è la prima Regione, e l'unica, ad aver separato gli ospedali dalle Asl e ad aver creato le condizioni per la crescita di una rete di ospedali di diritto privato di alta qualità che rappresenta il 30% circa del sistema e che fa risparmiare alla Regione 595 milioni di euro ogni anno - insiste Rotelli - I risultati non hanno tardato a prodursi. La Lombardia ha generato un sistema sanitario di qualità e in equilibrio economico».

Da Corriere della Sera, 29 settembre 2010
Privacy Policy
x