Alla sanità serve una flebo di trasparenza
Il "buco" dei conti liguri

Far quadrare il cerchio della spesa sanitaria è la grande sfida del ventunesimo secolo. L'allungamento della vita media, il progresso tecnologico e la richiesta di un servizio sempre più "su misura" del singolo paziente sono fattori che contribuiscono a spingere verso l'alto la spirale dei costi. Contemporaneamente, le riforme federaliste e l'aumento del peso specifico delle regioni fanno della sanità il vero banco di prova su cui si gioca la credibilità, e il futuro, di un governatore. Gli attuali sistemi sanitari soffrono di almeno due malattie: per un verso c'è la questione del finanziamento e del corretto bilanciamento tra le esigenze di contenimento della spesa e l'aspirazione a offrire sempre di più, facendo pagare sempre meno; per l'altro occorre smaltire l'eredità di una sanità burocratizzata e sprecona. Problemi fisiologici, che diventano patologici in una regione come la Liguria, con l'età media più alta d'Italia (dunque d'Europa).
In questo contesto, si arriva al paradosso per cui, pur partendo da numeri sostanzialmente condivisi, si possa pervenire a conclusioni opposte, come i lettori del Secolo XlX hanno osservato nel dibattito tra il vicedirettore Alessandro Cassinis e il presidente della Regione Claudio Burlando. Cassinis evidenziava la drammatica realtà del "buco" che quest'anno, in assenza di provvedimenti strutturali, rischia di tradursi in una stangata fiscale su cittadini e imprese. Burlando ha risposto rivendicando gli sforzi della sua giunta - senza, di fatto, negare che «abbiamo un problema per tenere in equilibrio i conti del 2010». Di tutta evidenza, la priorità oggi dev'essere quella di tamponare le falle. E' altrettanto evidente, però, che bisogna inserire elementi di stabilità che, nel lungo periodo, consentano di raggiungere automaticamente l'equilibrio. Uno degli strumenti tipici con cui tale fine viene raggiunto in altri settori è quello della competizione. La stessa Autorità Antitrust ha acceso un faro sulla sanità per verificare se non sussistano barriere alla concorrenza che impediscono di alleggerire il carico sulle spalle pubbliche e accelerare lo sviluppo degli standard di efficienza. Una di queste barriere consiste nella scarsa trasparenza sui bilanci delle Aziende sanitarie locali - tema su cui il Garante si sta concentrando. L'opacità rende più difficile il confronto competitivo, e rende più complesso per decisori politici e regolatori capire quali siano i soggetti, e i comportamenti, virtuosi e quali, invece, vadano sanzionati.
Per favorire una maggiore trasparenza, l'Istituto Bruno Leoni ha proposto una riforma a livello regionale che obblighi le Asl a redarre i propri bilanci secondo i criteri - e non solo i "principi", come oggi richiede la legge - del Codice civile. A questo scopo, ha scritto Silvio Boccalatte in un paper dedicato alla questione, «è essenziale che venga operata una distinzione, netta e radicale, tra le strutture pubbliche deputate al pagamento delle prestazioni (che potrebbero essere le Asl) da quelle pubbliche incaricate di offrire le prestazioni (che potrebbero essere ospedali, cliniche o simili). Inoltre, andrebbero chiaramente distinti i "proventi veri", cioè il denaro ricevuto come corrispettivo di una effettiva prestazione sanitaria; i "ricavi figurativi", determinati attribuendo il costo standard di ogni prestazione; e, infine, i "contributi in conto esercizio", ossia le "liberalità" con cui le regioni coprono i disavanzi delle Asl.
Di per sé, un'iniezione di trasparenza non salverebbe la sanità ligure. Potrebbe, però, aiutare nell'individuazione delle eccellenze e dei casi disperati, quindi fornire una bussola più chiara per orientarsi in questo labirinto politico. Inoltre, potrebbe far emergere uno spazio concorrenziale all'interno della sanità pubblica e con quella convenzionata, con una prospettiva di miglioramento della qualità e riduzione dei costi o, almeno, ampliamento dell'offerta. Se avrà il coraggio necessario a intraprendere il sentiero della concorrenza, la Liguria - per le sue caratteristiche - potrebbe essere un laboratorio di valore inestimabile.

Da Il Secolo XIX, 21 aprile 2010

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