Fumo vietato al volante, gli americani guardano all'Italia
Sul «Wall Street Journal» un articolo tratta il tema del divieto di fumare in macchina. A scriverne è Alberto Mingardi, direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni
Approda sul Wall Street Journal il divieto di fumo in macchina per gli italiani al volante, tra gli emendamenti alla riforma del Codice della strada all'esame del Senato. La proposta di modifica, avanzata in un primo momento dalla Lega Nord, si è a un certo punto persa per strada, ma ora è rispuntata tra i circa 400 emendamenti al provvedimento di «restyling» del Codice, in attesa dei pareri delle Commissioni competenti prima delle votazioni in Commissione lavori pubblici. A scriverne, sul noto quotidiano finanziario Usa, è l'italiano Alberto Mingardi, direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni, che ripercorre le tappe delle norme anti-fumo nella Penisola, ricordando come il nostro Paese sia stato tra i pionieri del giro di vite sulle «bionde».

E ora, spiega Mingardi ai lettori statunitensi, l'Italia si appresta a seguire le orme della piccola Repubblica di San Marino, dove le sigarette alla guida sono bandite dal 2008. Secondo una serie di studi a supporto dei proibizionisti più intransigenti, fumare al volante distrae, «rubando» 2,9 secondi di attenzione per trovare il pacchetto e l'accendino, più altri 2 secondi per accendere la cicca. Giusto il tempo, fa i conti il direttore generale dell'Istituto Leoni, necessario per attraversare in auto il centro di uno dei tanti minuscoli paesini tipici del territorio tricolore.

Da Il Giornale, 9 gennaio 2010
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