Le scomode verità sul clima
Più di 650 scienziati internazionali dissentono sulle tesi del riscaldamento globale antropogeno
Le forti nevicate in tutto il Ticino e poi gli improvvisi 20° a Locarno il 21 dicembre lasciano di stucco. Il clima è davvero impazzito e si è messo a saltare come i mercati finanziari? Proprio come nei mercati finanziari tuttavia, anche in materia climatologica il 2008 potrebbe passare alla storia come l’anno dello scoppio di una grandissima bolla speculativa. A perdere tutto potrebbe essere chi ha troppo speculato sul ruolo dell’uomo in tutto il pasticciaccio climatico. Sta infatti scoppiando la bolla millenaristica sostenuta a spada tratta dall’IPCC dell’ONU (l’Intergovernmental Panel on Climate Change, si ricordi il convegno a Bali proprio un anno fa) o da politici come l’ex Vicepresidente Al Gore, scopertosi regista (“Una scomoda verità” è il suo famoso film di denuncia) e poi diventato assieme all’IPCC Nobel per la pace nel 2007.

Più di 650 scienziati internazionali dissentono sulle tesi del riscaldamento globale antropogeno. È il titolo del rapporto di minoranza della commissione sull’ambiente al Senato statunitense, pubblicato l’11 dicembre scorso e disponibile online. Questo rapporto è l’equivalente dei primi crack nei subprime del 2007 che diedero il via alla crisi ora sotto i nostri occhi. È interessare notare che 400 dei suddetti scienziati avevano già sottoscritto questo rapporto un anno fa. La voce critica della scienza non è quindi cosa nuova, checché ne dicano Al Gore ed i nuovi inquisitori del clima. È sorprendente tuttavia l’aumento di adesioni nell’arco di un solo anno, sia in termini assoluti (+250 persone) sia relativi (+62,5%). Un segno che qualcosa sta veramente cambiando. E non si pensi che tra loro ci siano solo americani pagati dalle lobbies petrolifere: sono rappresentate tutte le università più rinomate al mondo.

C’è di più: di quei 650 scienziati non pochi hanno un passato addirittura assieme al contestato IPCC dell’ONU. Le versioni brevi dei rapporti che l’IPCC preparava per i politici contenevano però conclusioni tanto tirate per i capelli da far venir la nausea ai veri esperti. Quelli che ora firmano la denuncia al Senato statunitense. Quelli che sanno quanto è complessa la materia e che non si può pretendere che salveremo il mondo dichiarando guerra al CO2 e gettando l’umanità nella preistoria energetica, solo per uno sfizio dell’ecologismo, che ha sostituito l’ecologia. Fanno accapponare la pelle certe dichiarazioni (sempre con referenza) contenute nel suddetto rapporto: negli anni passati, chi metteva in dubbio il dogma del riscaldamento antropogeno, riceveva molti meno fondi di ricerca pubblica.

Come il bambino della fiaba, 650 prominenti osano dire che il re è nudo. Lo fanno in un momento molto opportuno, perché Obama ha promesso di affrontare le questioni climatiche dando ancor più peso al sapere scientifico. Il Dr. Steven Chu, un premio Nobel della fisica, dovrebbe essere il futuro ministro dell’energia. Per di più, nel momento attuale di acuta crisi economica, il benefico stralcio del protocollo di Kyoto diventa così scientificamente giustificabile, oltre che sempre più probabile per gli altissimi costi economici e sociali che comporterebbe l’abbattimento delle emissioni di CO2.

Ironicamente per Al Gore e per tutti quelli che lo hanno idolatrato per la sua assennatezza, la “scomoda verità” sta così diventando il mancato consenso che l’uomo sia causa del cambiamento climatico.  Sarà molto interessante quindi vedere l’atteggiamento di quei politici ed ambientalisti che hanno finora fatto la voce grossa, surfando la bolla ideologica dell’IPCC. Non si dimentichi però un’altra scomoda verità: l’ultimo rapporto dell’IPCC non è stato sostenuto da “migliaia di scienziati internazionali” come spesso al politicamente corretto piace far credere, bensì solo da 52. Ora invece, più di 12 volte tanti con coraggio hanno finalmente detto basta!

Paolo Pamini è Economista presso ETHZ e Liberales Institut

Da Il Corrire del Ticino, 24 dicembre 2008
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