Come ripensare il welfare?
Le risposte dell'Istituto Bruno Leoni ai molti interrogativi sollevati dal Libro Verde sul Welfare
L'IBL ha partecipato alla consultazione pubblica da parte del Ministero del Lavoro cercando di elaborare risposte efficaci e coerenti ai molti interrogativi sollevati dal Libro Verde sul Welfare.

Adattare il welfare per rispondere ai trend demografici e sociali che lo hanno reso oramai insostenibile è una necessità ineludibile, a maggior ragione in un momento di recessione economica. Ma, e bisogna rendere al documento del Ministro Sacconi il merito di averlo riconosciuto, è prima di tutto una sfida culturale ed etica, con l'obiettivo di "riproporre la centralità della persona, in sé e nelle sue proiezioni relazionali a partire dalla famiglia".
Un welfare a misura d'uomo, che tenga conto delle sue necessità, sì, ma anche delle sue attitudini – che sappia creare meccanismi di incentivazione positivi e non renda il cittadino dipendente dalla mano che dovrebbe solo sostenerlo nel momento di difficoltà.
Le politiche del lavoro, il divario (occupazionale, ma non solo) fra Nord e Sud, gli incentivi alla ricerca in campo biomedico, la povertà relativa e la povertà assoluta, l'organizzazione dei servizi all'infanzia e per gli anziani, il difficile ruolo del medico generico nel sistema sanitario, la bomba ad orologeria del sistema pensionistico e l'integrazione fra impresa e lavoratori: questi i temi con cui il Libro Verde ci invita a confrontarci.
 
Fabiana Alias, Rosamaria Bitetti, Luigi Ceffalo, Piercamillo Falasca, Carlo Lottieri ed Alberto Mingardi hanno elaborato una serie di risposte a questi problemi: puoi leggerle qui (PDF).
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