IBL: un Focus di Richard Epstein sull’eccesso di normative nel settore farmaceutico
Sono davvero fondate le accuse mosse alle grandi imprese farmaceutiche?
Big Pharma – l’insieme delle grandi imprese farmaceutiche – è da tempo sotto attacco, accusata di ogni nefandezza. In un volume curato in Italia dall’Istituto Bruno Leoni (Overdose, edito da Leonardo Facco e Rubbettino) il noto giurista americano Richard A. Epstein ha risposto alle principali accuse indirizzate a questo settore industriale, invitando ad essere scettici sull’utilità e la legittimità di regolamentazioni pervasive.

Una sintesi di quegli argomenti si trova ora in un Focus (“Medicine in pericolo. Come una regolamentazione eccessiva mette a rischio l’innovazione in campo farmaceutico”, liberamente scaricabile qui: PDF) in cui Epstein mostra l’infondatezza  delle accuse secondo le quali l’industria farmaceutica produrrebbe profitti eccessivi, corromperebbe università e ricerca, sarebbe tutelata da un sistema brevettuale senza giustificazioni e sprecherebbe ingenti risorse nella pubblicità. I sostenitori di tali tesi  ritengono che il settore necessiti di una maggiore sorveglianza da parte della Food and Drug Administration e che vada ulteriormente penalizzato da quelle norme in tema di responsabilità civile che sono all’origine di forti indennizzi (specie negli Stati Uniti).

In questo Focus, sottolinea Alberto Mingardi (direttore generale dell’IBL), “Epstein replica punto per punto e con grande efficacia ai nemici della libera impresa e dell’innovazione, mostrando non solo – come ben sanno i mercati finanziari – che quella farmaceutica non è un’attività senza rischi né perdite, ma evidenziando soprattutto come un ambito tanto importante per lo sviluppo delle cure mediche abbia bisogno di mobilitare al massimo le energie di imprenditori e ricercatori. E abbia quindi bisogno di più libertà e di un contesto altamente concorrenziale”.

Il Focus “Medicine in pericolo. Come una regolamentazione eccessiva mette a rischio l’innovazione in campo farmaceutico” è liberamente scaricabile qui (PDF)
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