Healthcare Seminar - La valutazione della tecnologia medica
La medicina moderna ha migliorato notevolmente l’esistenza umana, ma la struttura socializzata di molti sistemi di sanità genera una serie di problemi e di rischi per il futuro dell’innovazione. I costi della sanità, infatti, tendono…
11 marzo 2008 - ore 12:30
Istituto Bruno Leoni
Healthcare Seminar
La valutazione della tecnologia medica
Quanto costa una medicina basata sui costi?

Ristorante Romilo – via di Campo Marzio 13 – Roma

Sono intervenuti:
Peter J. Pitts (Center for Medicine in the Public Interest)
Frank R. Lichtenberg (University of Columbia)

Sintesi dell’evento

La medicina moderna ha migliorato notevolmente l’esistenza umana, ma la struttura socializzata di molti sistemi di sanità genera una serie di problemi e di rischi per il futuro dell’innovazione. I costi della sanità, infatti, tendono ad esplodere nei sistemi in cui le decisioni riguardo all’utilità sono centralizzate ed i costi sono trasferiti a terzi. Peter J. Pitts (Center for Medicine in the Public Interest) e Frank R. Lichtenberg (University of Columbia) hanno discusso, in un Health Care Seminar dell’IBL, dei più utilizzati metodi di analisi dell’efficacia di nuovi farmaci e tecnologie.

Dietro acronimi più o meno noti ed invocati (EBM, evidence based medicine, HTC, health care technologies assessment, RUM, rational use of medicine), si nasconde però un solo principo: risparmiare, tagliare i costi. Il che non è necessariamente un male, ma lo diventa quando si tratta della salute delle persone. Persone che un nuovo farmaco potrebbe guarire, ma che non potranno utilizzarlo perché non viene riconosciuto utile dalle autorità del sistema sanitario, perché era statisticamente troppo simile ad altri già in commercio. Uno dei punti più efficacemente sottolineati da Pitts è quello che la medicina non si basa su stime econometriche e trend statistici. La terapia cura una persona, un individuo, un caso singolo: l’HTC e simili fanno invece sparire dal quadro… proprio il medico ed il paziente. Riprendiamo un esempio: i farmaci A e B servono a curare la medesima malattia; test sperimentali dimostrano che il farmaco A ha il 40% di probabilità di riuscita, e così il farmaco B. Un regolatore, allora, deciderà di autorizzare/rimborsare, fra A e B, quello meno costoso: questo potrà sembrarci perfettamente razionale. Ma nessuno ci ha detto che il 40% dei pazienti guariti da A corrisponda al 40% dei pazienti guariti da B. Un medico può valutare in base alle specifiche caratteristiche del paziente quale dei due farmaci utilizzare. Se può stimare in quale 40% si trova il suo  malato, avrà sicuramente più probabilità di riuscita rispetto ad un medico a cui è stato detto di utilizzare solo il farmaco meno costoso.
La medicina del futuro si muove verso un maggior grado di personalizzazione, e le statistiche danno informazioni sempre meno sufficienti. Anche perché il tasso di sviluppo di nuovi farmaci e terapie è oggi talmente rapido che si finirebbe per misurare gli effetti su statistiche costruite su basi molto limitate, o superate. E questa non è medicina basata sui fatti: è, semplicemente, cattiva medicina.

Anche le ricerche di Frank R. Lichtenberg mostrano che l’utilità reale di questi metodi di valutazione dell’efficienza è di gran lunga inferiore a quella prospettata. Non vi sarebbe, infatti, nulla di male nel considerare accettabile una nuova tecnologia quando il rapporto fra l’incremento di costo dovuto al suo utilizzo e l’incremento di anni-vita ponderati per qualità grazie a questa, è inferiore al valore statistico di un anno-vita, se fosse possibile valutare esattamente queste variabili. In realtà, le autorità tendono a sovrastimare il costo di un nuovo farmaco (non tengono in considerazione, ad esempio, che allo scadere del brevetto il suo costo calerà del 70% circa, o che vi sono dei guadagni nel momento in cui un farmaco impedisce il degenerare delle malattie, che comporterebbe invece interventi ben più invasivi e costosi),  ed a sottostimare gli incrementi di nella qualità della vita dovuti all’utilizzo di farmaci nuovi piuttosto che superati. Infine, stimare il valore statistico di un anno di vita è estremamente complesso, per non dire impossibile.

Vogliamo affidare davvero le più importanti decisioni in merito alla nostra salute a strumenti così grossolani?


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