Corbellini: La medicina del futuro è individuale
Intervenendo all’Healthcare Seminar dell’Istituto Bruno Leoni, Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina e di Bioetica (Università La Sapienza di Roma) e membro del Comitato Nazionale di Bioetica…
Intervenendo all’Healthcare Seminar dell’Istituto Bruno Leoni, Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina e di Bioetica (Università La Sapienza di Roma) e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, ha proposto una innovativa base metodologica per lo studio della medicina che consideri le complesse diversità individuali e si basi su queste senza facili ricorsi a soluzioni standardizzate e inefficaci. Ogni essere è “il risultato di un adattamento evolutivo all’ambiente e alle condizioni circostanti. A questi, gli organismi rispondono in modo differente e con meccanismi selettivi”.

L’occasione dell’incontro è stata la presentazione dell’ultimo libro di Corbellini, “EBM. La medicina basata sull’evoluzione”, e l’autore ha ricordato che oggi convivono diversi metodi d’approccio alla malattia che non possono aspirare ad uno statuto di validità universale, in quanto partono da assunzioni metodologiche non coerenti con la natura dei fenomeni che cercano di descrivere o spiegare. A giudizio di Corbellini, “non siamo mai stati meglio, ma la salute ci preoccupa sempre di più”, poiché con il crescere del benessere aumenta la domanda di salute. “Un intreccio di perverse dinamiche di mercato e politiche deresponsabilizzanti o utopistiche trasformano in malattie alcune condizioni che sono in realtà processi naturali della vita (si va dalle disfunzioni erettili alla depressione, alla calvizie)”.

“È un nuovo approccio realistico e coerente – afferma Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento Energia e ambiente dell’Istituto Bruno Leoni - che riconosce l’individuo come unica realtà e che tutto il resto sono solo categorizzazioni. Le implicazioni sono svariate e inducono a ripensare seriamente un sistema, come quello italiano, che riposa sull’illusoria massificazione delle cure e sulla standardizzazione della diagnosi”.
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