Sanità: il rischio delle non-riforme
Lo stato della finanza pubblica rende impossibile sostenere il peso attuale della sanità di Stato, ma i cambiamenti proposti sono incrementali, modesti, potenzialmente controproducenti.
Lo stato della finanza pubblica rende impossibile sostenere il peso attuale della sanità di Stato, ma i cambiamenti proposti sono incrementali, modesti, potenzialmente controproducenti. Sarebbe piuttosto necessaria una autentica rivoluzione, per impedire che i pazienti fossero considerati solo alla stregua di voci di spesa da contenere. È questa la tesi del nuovo “Occasional Paper” dell’Istituto Bruno Leoni, “Medicina a taglia unica – ma va bene per tutti?”, di Peter Pitts, già Commissario aggiunto della Food and Drugs Administration statunitense, il più importante regolatore della sanità al mondo.

Pitts propone un superamento della “evidence-based medicine”, attraverso un approccio che sappia “riconoscere il valore dell’innovazione medica, supportare l’idea che il medico ed il paziente testino i miglioramenti tecnologici, riflettere la nuova scienza della medicina personalizzata”.

Per Pitts, “una società che sta invecchiando rapidamente necessita di una nuova sanità, capace di rispondere alle esigenze del ventunesimo secolo. L’uguaglianza nella cura deve oggi unirsi alla qualità della cura. La comunità medica deve lavorare unita per sviluppare dei nuovi programmi, economicamente efficienti e che considerino la moderna scienza dei genomi e lo screening individuale”.

Secondo Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, “sono importanti le campagne di moralizzazione e le polemiche sugli sprechi, ma sulla sanità serve un vero cambio di paradigma. I progressi della scienza ci consentono di immaginare un nuovo modello di tutela della salute, ritagliato addosso ai singoli pazienti. È un modello che una sanità statalizzata, in un quadro di finanza pubblica men che roseo, non potrà mai adottare. Ripensare il finanziamento della sanità è il primo passo per consentirci di godere finalmente appieno dei progressi e delle innovazioni che ci vengono consegnati dalla ricerca”.

L’Occasional Paper di Peter Pitts, “Medicina a taglia unica – ma va bene per tutti?”, è liberamente scaricabile QUI.


Privacy Policy
x