Per avere cercato di costruire una reale alternativa competitiva al più odioso dei monopolisti italiani
Un'altra sferzata a Trenitalia è venuta ieri dall'Istituto Bruno Leoni, un ente torinese la cui missone è difendere i valori del libero mercato in Italia. Tra i quattro riconoscimenti del premio che l'istituto attribuisce annualmente a chi si è distinto nella promozione della concorrenza, infatti, c'è Giuseppe Arena, fondatore e amministratore delegato di Arenaways. La motivazione del riconoscimento? «Avere cercato di costruire una reale alternativa competitiva al più odioso dei monopolisti italiani». Cioè, appunto, Trenitalia. O, se preferite, le Ferrovie dello Stato.
La storia di Arenaways è già comparsa su queste colonne e, forse, è già passata agli archivi. La società è stata fondata da un gruppo di investitori bresciani e piemontesi e, esattamente un anno fa, vide salpare il primo convoglio sulla tratta Torino-Milano. Senonché: a sei giorni dalla partenza di quel treno, un ufficio governativo sino ad allora poco noto, l'Ursf, le aveva imposto il divieto di fermate intermedie.Un ostacolo insormontabile, per chi puntava a offrire un servizio alternativo a Trenitalia ai tanti pendolari della tratta. Nemmeno dieci giorni fa, l'Ursf ha confermato il proprio verdetto. Ma già in estate Arenaways è finita in procedura concorsuale, con qualche interesse per altri operatori a farne uno spezzatino. Per Arena, ora la consolazione del
Premio Leoni.
Da
Modena qui, 16 novembre 2011