Con le privatizzazioni più concorrenza e 10 mld in meno di spesa per interessi
Le privatizzazioni degli asset pubblici possono produrre un doppio dividendo: più concorrenza e meno debito pubblico. Privatizzare non è più un’opzione: è una necessità
Secondo l’Istituto Bruno Leoni, “privatizzare non è più un’opzione: è una necessità”. Il Policy Paper “Uscire dalla crisi. Un’agenda di privatizzazioni” (PDF) spiega le ragioni per cui le privatizzazioni degli asset pubblici possono produrre un doppio dividendo: più concorrenza e meno debito pubblico.

Il Paper IBL tenta un censimento delle proprietà in mani pubbliche, e avanza una stima del possibile gettito della loro cessione, distinguendo tra i beni che possono essere alienati rapidamente e quelli che richiedono interventi quali riforme normative o regolatorie, riorganizzazione aziendale o altre operazioni di valorizzazione. Per questi ultimi – quali Eni, Inail, Poste, Ferrovie e il patrimonio edilizio – il documento predispone delle schede specifiche con l’indicazione dei passi necessari.

Le privatizzazioni rispondono a una duplice esigenza: da un lato ricavare risorse da destinare all’abbattimento del debito, dall’altro aprire i mercati alla concorrenza. Infatti, “le imprese privatizzate diventano più efficienti, le privatizzazioni tendono a favorire lo sviluppo dei mercati finanziari, e le privatizzazioni tendono a essere associate con la modernizzazione delle strutture di governo societario, anche al di là delle specifiche imprese cedute dallo Stato”. Per quel che riguarda l’aspetto di finanza pubblica, “La cessione degli attivi patrimoniali in mani pubbliche potrebbe fornire risorse importanti per l’abbattimento del debito pubblico, e contribuire – in presenza degli adeguati aggiustamenti, ove necessario – al rilancio dell’economia. Una stima molto conservativa del potenziale gettito è di circa 200 miliardi di euro, di cui circa la metà dalle società del Tesoro e la restante parte dalle cessioni immobiliari. Il risparmio conseguibile in termini di minore spesa per interessi sarebbe dell’ordine dei 6-10 miliardi, a seconda del tasso medio di interesse a valere sul debito”.

Il Policy Paper “Uscire dalla crisi. Un’agenda di privatizzazioni” è liberamente scaricabile qui: (PDF).

La settimana scorsa IBL ha prodotto un simile documento relativo alle liberalizzazioni: “Uscire dalla crisi. Un’agenda di liberalizzazioni” è disponibile qui: (PDF).
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